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Amianto

Smaltimento amianto: agevolazioni e detrazioni

Il tema dello smaltimento dell’amianto è ancora sotto le luci dei riflettori, nonostante la legge che lo bandisce da edifici pubblici e privati risalga al 1992. 

La pericolosità potenziale dell’amianto per la salute degli adulti e soprattutto per quella dei bambini non è ancora stata compresa al massimo, dal momento che l’operazione di bonifica nazionale di questa fibra killer è tutt’altro che a buon punto. Come Viride Energy, grazie a partnership e convenzioni, ci impegniamo nel favorire questo processo agevolando anche l’accesso alle detrazioni fiscali per coloro che decidono di eliminare l’amianto. 

Smaltimenti amianto in Italia: a che punto siamo?

Purtroppo in Italia siamo ancora ben lontani dalla scomparsa di questo elemento così pericoloso per la salute di tutti. Secondo recenti stime, sembra infatti che siano stati bonificati solo 6.869 edifici su un totale di più di 370.0000 ritenuti a rischio. 

Stiamo parlando di un totale di 58.000 metri quadri di edifici che fanno del male alla salute di chi vi abita, di cui 214.000 metri quadri sono ricoperti da edifici privati, mentre 50.744 metri quadri appartengono a quelli pubblici. 

Le amministrazioni comunali stanno cercando di intervenire in maniera rapida e risolutiva, ma la pervasione capillare dell’amianto è un forte ostacolo a queste operazioni. 

Le conseguenze per la salute dell’amianto

Come i fatti di cronaca ci raccontano tristemente, i casi di decessi per amianto sono in crescita. Infatti questo elemento è fortemente dannoso per la salute e la sovraesposizione delle vie aeree può portare alla nascita di alcune patologie, la principale delle quali è il mesotelioma. Meglio noto come tumore al polmone, può vedere coinvolte differenti componenti di questo organo a seconda del grado di avanzamento della patologia. 

Una seconda tipologia di malattia causata dall’amianto è la absoteliosi, ossia la prematura cicatrizzazione dei tessuti del polmone. Questa attività provoca una deformazione nel tessuto polmonare che perde la propria naturale funzionalità causando, soprattutto nei giovani pazienti, difficoltà respiratorie. 

Il problema di entrambe queste malattie è che difficilmente si presentano con un nesso di causalità immediato rispetto all’esposizione: possono infatti trascorrere anche 10 anni prima che ci si accorge delle conseguenze patologiche causate dall’amianto. 

Smaltimento amianto, le agevolazioni fiscali 

Anche per il 2019 sono previste importanti agevolazioni fiscali per coloro che decidono di rimuovere l’amianto dagli edifici di propria pertinenza. 

Il Bonus Smaltimento Amianto consente di recuperare – attraverso il credito d’imposta – il 50% dell’importo investito da parte di coloro che hanno non solo eseguito un lavoro di bonifica dall’amianto, ma anche di rimozione di parti di eternit. 

Si tratta di un’agevolazione fiscale che aumenta in maniera proporzionale alla metratura delle strutture da rimettere a nuovo: questo significa che maggiori sono le dimensioni dell’intervento eseguito, maggiore sarà la detrazione fiscale conseguente. Questo aspetto del bonus sottolinea e testimonia quanto la rimozione dell’amianto costituisca una priorità per il nostro Paese. 

Esistono tuttavia dei limiti di importo, entro i quali è possibile godere dell’agevolazione: la soglia è compresa tra un minimo di €20.000 e un massimo di €400.000 consentendo al contribuente di recuperare tra un minimo di €10.000 e un massimo di €200.000 (in entrambi i casi, pari al 50% dell’importo totale)

Smaltimento dell’amianto e Viride Energy

Mano a meno che la tematica della rimozione dell’amianto diventava nota, mi sono chiesto: come può Viride Energy dare il proprio contributo nella realizzazione di questa importante operazione? 

Per questo ho cominciato ad intraprendere una serie di collaborazioni e ho stretto alcune partnership con importanti aziende sul territorio che si occupano di questo compito. Infatti, Viride Energy può costituire un player fondamentale nella sostituzione con materiale green e supporti sani rispetto a quelli costituiti da amianto. In particolare, l’installazione di pannelli solari consente non solo di rendere eco-sostenibile la struttura che si sta migliorando, ma anche di poter accedere ad importanti detrazioni. 

Se infatti l’installazione del fotovoltaico non rientra strettamente nel Bonus per la rimozione dell’amianto, tuttavia è oggetto di un’altra importante detrazione fiscale relativa specificamente a questa attività. Infatti, Viride Energy permette a privati e aziende di accedere all’Ecobonus: questo prevede una detrazione del 65% sulle spese per l’isolamento di parti della struttura su cui è stato smaltito l’amianto, nonché una del 50% per l’installazione di pannelli fotovoltaici. 

Rivolgiti alla professionalità del nostro servizio e alla qualità dei materiali utilizzati: non solo l’ambiente ti sarà grato di questo, ma lo sarà anche il tuo portafoglio grazie alle detrazioni fiscali associate a questa attività. Cosa aspetti? Contattaci.

Mobility

Nasce la prima pista ciclabile sostenibile

L’inquinamento ambientale è uno dei temi di maggior preoccupazione negli ultimi tempi a livello globale: sempre più paesi stanno cercando di ovviare questa tendenza, implementando soluzioni sostenibili per sfruttare in modo innovativo le energie rinnovabili.

Anche l’Italia si sta muovendo verso quest’ottica di sostenibilità, tanto che è in fase di progettazione la prima pista ciclabile realizzata con pannelli solari a Villasimius, popolare meta turistica della Sardegna: questa è solo una delle iniziative italiane volte a contrastare il sempre più preoccupante inquinamento ambientale.

Pista ciclabile sostenibile: impatto ambientale

Sono davvero allarmanti i dati relativi all’inquinamento ambientale registrati nelle maggiori città italiane ed è in crescita anche il numero di morti annuali causa inquinamento. Per ovviare queste problematiche molte città del mondo stanno mettendo a punto delle strategie atte a ridurre l’inquinamento provocato dagli autoveicoli. 

La bicicletta è un mezzo eco-sostenibile già di per sé, eppure alcuni Paesi hanno pensato di rendere ancora più ecologica l’esperienza della pedalata creando delle piste ciclabili sostenibili.
La prima città al mondo a realizzare una pista ciclabile pedonale totalmente sostenibile è stata Amsterdam: dal 2014 la SolaRoad non è solo una strategia per ridurre l’impatto ambientale dell’inquinamento da autoveicoli ed un modo per incentivare l’attività fisica e l’utilizzo della bicicletta, ma anche una soluzione alternativa per generare energia elettrica sostenibile.

Il modello della SolaRoad è stato replicato anche in Italia: più precisamente in terra sarda a Villasimius. Questo perché è apparso evidente quanto un progetto del genere potesse ridurre il livello di inquinamento ambientale da un lato, e addirittura generare energia dall’altro. 

Infatti, le piste ciclabili ispirate da questo modello sono realizzate con pannelli fotovoltaici sormontati da una lastra di vetro antiscivolo, per evitare sia che i pannelli si danneggino sia che qualcuno si faccia male pedalando o passeggiandoci sopra. Grazie a questi pannelli, che hanno funzione di convertire i raggi solari in energia elettrica, si stima che sarà possibile soddisfare il fabbisogno energetico di moltissime famiglie o di una struttura alberghiera di grandi dimensioni.

Le finalità di questo progetto sono indubbiamente la promozione della mobilità sostenibile, ma anche la riduzione delle emissioni di CO2, dovute dall’utilizzo dell’automobile. Inoltre, realizzare piste ciclabili sostenibili è un ottimo modo per abbellire e valorizzare il territorio locale, anche agli occhi dei turisti.

Villasimius, prima pista ciclabile sostenibile in Italia

Sarà proprio la cittadina di Villasimius ad ospitare la prima pista ciclabile italiana con i pannelli fotovoltaici, su iniziativa del programma Stratus (Strategie ambientali per un turismo sostenibile); infatti, dopo il successo della pista ciclabile sostenibile SolaRoad, inaugurata ad Amsterdam nel 2014, sempre più nazioni hanno deciso di replicare questa idea: l’energia immagazzinata dai pannelli solari della pista ciclabile alimenterà gli impianti elettrici delle abitazioni circostanti.

La nuova pista ciclabile sostenibile di Villasimius, sostenuta in parte da fondi comunitari e da una campagna di equity crowdfunding, ha una duplice finalità: la spinta verso una mobilità sempre più sostenibile da un lato ridurrà l’inquinamento dovuto all’uso di macchine e moto, dall’altro abbasserà i costi energetici dei cittadini privati, le cui abitazioni saranno alimentate dall’energia prodotta tramite la pista ciclabile.

Infatti, i 4 km della pista ciclabile a pannelli solari saranno in grado di immagazzinare un quantitativo di energia sufficiente ad alimentare una struttura alberghiera di dimensioni medio-grandi.

La Bys Bicysolarstreet nel punto nevralgico del turismo sardo è solo la prima delle tante iniziative green italiane: questa pista che coniuga mobilità sostenibile ed energie rinnovabili sarà replicata prossimamente in altre regioni d’Italia. 

Viride Energy e la mobilità sostenibile

Noi di Viride Energy già da tempo abbiamo votato la nostra scelta verso una mobilità sostenibile. Dall’attività di installazione delle colonnine di ricarica per tutti i tipi di mezzi – quattro ruote, biciclette, motorini elettrici e carrozzine per disabile – abbiamo voluto spingerci oltre per ascoltare le richieste dei nostri clienti, sempre più attenti all’ambiente. 

La partnership con Fan Rent Italia è stata il punto di lancio della nostra nuova iniziativa: ora non ci limitiamo ad essere un punto di incontro per coloro che accedono alle colonnine di ricarica delle e-bike, ma accompagneremo durante tutto il viaggio i nostri clienti, fornendogli il mezzo concreto per la riscoperta del territorio.

Affidati quindi alle ruote salde di Viride, e parti con le nostre e-bike per la tua avventura in Europa. Perché sì hai capito bene, potrai percorrere i chilometri raggiungendo una delle stazioni di ricarica che abbiamo collocato in tutto il territorio. Che aspetti? Buon viaggio!

Energy

Energia fossile: stop entro il 2020

L’Istituzione finanziaria dell’UE, la BEI, ha deciso di chiudere i fondi di investimento in progetti energetici inquinanti 2020. Si tratta ancora un piano in fase di presentazione e implementazione perché lo stop finale alla produzione di energia o calore basato sui combustibili fossili non sarà presentato per l’approvazione prima la fine dell’anno preannunciato. 

Un sì non proprio scontato quello che potrebbe giungere dagli Stati: a non sostenere la scelta in prima linea potrebbe esserci proprio l’italia che da poco ha ricevuto finanziamenti per il collegamento del gasdotto Trans-Atlantico Azerbaijan Europa. 

Ovviamente non saremo i soli a decidere. Perché il disegno passi è necessaria l’approvazione dei Ministri delle finanze di altri 26 Stati dell’UE, gli stessi che mediante l’approvazione dei bilanci controllano il Consiglio dei Governatori per decidere in merito a progetto e finanziamenti annuali anche al di fuori dell’Ue.

Se ci fossimo chiesti prima come la crescita della temperatura globale e l’effetto serra fossero la conseguenza dell’utilizzo di combustibili fossili, probabilmente oggi avremmo molte più persone coinvolte personalmente nelle marce per l’ambiente. La conferenza sul clima tenutasi a Parigi nel 2015 ci ha fatto solo aprire gli occhi su quello che il pianeta stava subendo inerme. 

Allora perché dovremmo continuare a investire futuro in qualcosa che non promette un futuro al nostro pianeta?

Un futuro sostenibile con le fonti rinnovabili 

Non è un segreto che stiamo percorrendo il sentiero sbagliato già da qualche anno, ma esiste ancora una soluzione disponibile per l’accelerazione ininterrotta al surriscaldamento globale. Questa alternativa prevede l’aumento dell’efficienza energetica grazie alle fonti rinnovabili: occorre quindi non solo diminuire l’utilizzo di combustibili fossili ma eliminarne completamente l’utilizzo scoraggiando in principio chi ha scelto di adottarli.

Grazie all’evoluzione della tecnologia possiamo dire oggi di avere a disposizione fonti rinnovabili in modo più accessibile, caratterizzate da grandi potenzialità e adattamento a qualunque tipo di contesto familiare, aziendale e sociale

Ogni giorno dovremmo essere in grado di percepire quello che il nostro pianeta ha da offrire in merito a fenomeni naturali: sarebbe necessario un passo indietro nel tempo per capire l‘evoluzione dei progressi raggiunti in quelle che oggi riteniamo normali fonti di approvvigionamento di energia. L’autosufficienza domestica degli impianti fotovoltaici, le biomasse nelle aziende agricole e la crescente attenzione agli impianti eolici di nuova generazione sono solo alcuni dei progetti che stanno integrando innovazione tecnologica e natura.

  Gli esperti di climatologia sostengono che fermare l’utilizzo del carbone, del petrolio e del gas non sarà certamente un percorso facile ma una scelta doverosa e necessaria per fermare la profonda trasformazione della biodiversità del nostro pianeta.

Utilizzare fonti rinnovabili è quindi in primo luogo una scelta responsabile per il futuro, non solo del nostri figli, ma anche per il risultato delle scelte consapevoli adottate in vista del risultato che andremo a consegnare alle generazioni future.

Virde Energy e la scelta per il futuro

In cosa crediamo noi di Viride Energy? 

In Virde auspichiamo a un futuro in cui si possa vivere meglio adottando scelte sostenibili e fonti di energia ecologiche a basso impatto ambientale. Le soluzioni che proponiamo fanno uso di fonti rinnovabili, con progetti sia per aziende che famiglie e possibilità di creare impianti su misura anche nei condomini.

Visita il sito d Viride e decidi se contattarci per aiutarti a cercare la soluzione più adatta a te.

I nostri consulenti ti seguiranno nell’installazione di impianti fotovoltaici, pompe di calore ed acqua calda sanitaria ad energia aerotermica

Inoltre, qualora scegliessi di porre la tua fiducia nella nostra idea verde, potremo fornirti un’attività di consulenza energetica per individuare le cause di inefficienza energetica nella tua abitazione e valutare insieme un possibile risparmio economico.

Rinnovabili

Condizionatori, come usarli senza nuocere all’ambiente

In questi ultimi anni il clima ha mandato segnali inequivocabili di come l’azione dell’uomo abbia modificato l’ambiente in maniera irreversibile. Si è assistito ad un’escursione termica tra le massime invernali e quelle estive sempre più ampia e marcata. In generale le temperature si stanno alzando tanto che l’inverno 2019 è stato sostanzialmente piuttosto mite e con poche precipitazioni e l’estate è stata caratterizzata da caldo torrido, temperature altissime e violenti nubifragi che hanno causato danni, allagamenti e purtroppo anche qualche vittima. 

Con l’estate si scatena la corsa al climatizzatore: oltre alle case dei privati, quasi tutti i luoghi pubblici – centri commerciali, cinema, uffici, mezzi di trasporto – sono termoregolati con temperature molto basse che creano un forte contrasto con l’ambiente esterno.

Accendere il condizionatore può donare un po’ di sollievo e frescura, ma alla lunga agisce in maniera incisiva sull’ecosistema.

Come utilizzare al meglio il condizionatore

Comprare e scegliere il giusto condizionatore può sembrare a prima vista molto semplice, ma occorre un progetto mirato e personalizzato a seconda del tipo di casa. 

Ciascun appartamento risponde in determinata maniera al caldo esterno e può essere rinfrescato efficacemente senza spendere una fortuna. Occorre innanzitutto sapere che ogni climatizzatore inquina con i suoi gas e consuma elettricità non solo rincarando la nostra bolletta, ma impattando anche in termini di sostenibilità ambientale. 

Grazie ad una corretta gestione degli impianti di condizionamento, è possibile risparmiare circa 90 giga-tonnellate di CO2, riuscendo a contenere così l’aumento di 1 grado del riscaldamento globale entro il 2100. Esistono una serie di accorgimenti per utilizzare al meglio il condizionatore 

  • Manutenzione. Occorre provvedere in maniera sistematica alla manutenzione dell’impianto e sostituire periodicamente i filtri;
  • Sostituzione. In caso di impianti obsoleti, bisogna sostituirli con quelli più moderni ed efficienti in termini di consumo; 
  • Split. È preferibile scegliere un impianto split o multi split per i quali non sono necessarie canalizzazioni per condurre l’aria, ma sono sufficienti due tubi di rame, riducendo così i consumi;
  • Potenza. Adeguare la potenza ai locali da raffreddare, tenendo presente che sono necessari 35 W per ogni metro quadrato di volume dell’ambiente.

Esagerare con l’uso del condizionatore comporta solo svantaggi: aumento della bolletta, deterioramento del climatizzatore e, elemento più importante, danno all’ambiente.

Condizionatore o deumidificatore?

Nonostante il sollievo che può dare un appartamento rinfrescato durante l’estate, il climatizzatore può essere anche dannoso: se l’aria esce in modo troppo diretto può provocare dolori, algie al collo e agli arti e provocare mal di testa soprattutto a coloro che soffrono di sinusite. 

Per questo motivo, un’opzione migliore è la deumidificazione: ormai tutti i climatizzatori di nuova generazione prevedono diverse funzioni che possono essere molto utili anche d’inverno come la pompa di calore e il deumidificatore. 

Il deumidificatore ha la funzione di togliere l’umidità in eccesso dalla stanza in cui è collocato. Dal momento che l’obiettivo è eliminare il tasso di umidità, non interviene sulla temperatura reale, ma su quella percepita. Nei mesi estivi, deumidificare significa rendere l’aria più secca e di conseguenza diminuire la percezione del caldo, dando una maggiore sensazione di fresco. 

Inoltre, i deumidificatori hanno una potenza elettrica relativamente contenuta, soprattutto se confrontati ai condizionatori, che consente quindi di diminuire il consumo e quindi l’inquinamento. 

Ho creato Viride Energy proprio con l’intento di rendere il risparmio energetico e la sostenibilità la sua missione, proponendo sempre le soluzioni maggiormente rispettose dell’ambiente. Il cambiamento climatico non può più essere ignorato: noi di Viride Energy abbiamo fatto una scelta consapevole nei confronti dell’ecosistema di oggi con l’obiettivo di consegnare un mondo migliore domani. 

Cristian Poma

come combattere i pesticidi
Rinnovabili

Pesticidi: perché le api stanno scomparendo

La Giornata mondiale della Terra 2019 è stata dedicata interamente alla protezione delle specie animali. Stiamo infatti attraversando il più grave processo di estinzione, dopo la scomparsa dei dinosauri. Questa volta, però, la causa non è un asteroide, ma l’essere umano. 

In occasione dell’Earth Day che si è celebrato in tutto il mondo, si è cercato di sensibilizzare il pubblico su quelli che sono i rischi che stiamo correndo. Ogni anno scompaiono almeno cinque specie animali che si estinguono senza alcuna possibilità di recupero: ad oggi le specie animali in via di estinzione o a rischio sono almeno trecento. A minacciarle sono la difficoltà di procurarsi nutrimento, la progressiva desertificazione di numerose aree, la cancellazione di molte aree forestali e boschive, l’uso intensivo di pesticidi.

Estinzione delle specie: cause 

L’impatto umano sul pianeta è tanto incisivo da aver portato alla denominazione della nostra epoca come Antropocene: termine indicante l’epoca geologica attuale nella quale l’uomo con le sue attività è la causa principale di cambiamenti territoriali e climatici. 

Sono svariati i modi in cui l’uomo contribuisce giorno dopo giorno alla riduzione di piante e animali selvatici: deforestazione, attività agricole non sostenibili, uso di pesticidi, caccia e distruzione di habitat naturali. Ogni anno 1 specie su 5 si estingue, comportando una perdita forse 10.000 volte superiore a quella propria del ciclo naturale. I dati attuali non sono confortanti: il 60% delle specie di primati è minacciato di estinzione, il 40% delle specie di uccelli è in diminuzione e 650mila mammiferi marini vengono catturati o feriti a causa di attività di pesca. Non solo: gli elefanti africani sono passati dai 5-10 milioni intorno al 1930 ai 500.000 di oggi. 

La scomparsa di specie animali non deve essere sottovalutata: si tratta di una perdita in termini non solo biologici, ma anche culturali ed economici: animali come l’elefante, la tartaruga o la tigre hanno una valore di tipo ecologico e simbolico e altre specie rappresentano anche una fonte di cibo per popolazioni di tutto il mondo. 

La missione a livello mondiale è volta a mantenere un pianeta ecosostenibile e a preservare le specie a rischio attraverso attività come: 

  • Promozione di interventi di conservazione di habitat e specie da parte di governi e istituzioni;
  • Riduzione delle minacce e dell’inquinamento a livello locale e globale;
  • Stimolo a preservare le specie per conto delle popolazioni locali.

L’importanza delle api 

Particolare attenzione merita la questione delle api. L’Italia ha lo straordinario prima di essere il paese europeo con maggiore biodiversità, ma la sua flora e la sua fauna sono sempre più in pericolo. Gli insetti e soprattutto api, farfalle, falene sono un elemento chiave di ecosistemi sani e specie fondamentali dal punto di vista economico e sociale. 

Le api in particolare sono state definite come “sentinelle” dell’ecosistema perché avvertono le conseguenze del cambiamento climatico e dell’inquinamento. In quanto spie dell’equilibrio ecologico sono preziosissime per contadini e agricoltori che le considerano un sinonimo di qualità ambientale.

L’aria inquinata da scarichi industriali, pesticidi, fertilizzanti, allevamento intensivo allontana le api che non sono più nelle condizioni ideali per compiere il processo di impollinazione e produzione di miele. 

Gli Stati Uniti ormai da tempo si confrontano con un serio problema legato alle api che sono diminuite del 30% per via di pesticidi e fertilizzanti. Un danno incalcolabile per tutto il sistema che si vede privato dei suoi impollinatori con una pesante ricaduta sulla produzione di frutta e sulla vegetazione.

Kathleen Rogers, presidente dell’Earth Day, ha usato parole pesanti nei confronti della situazione attuale, invitando tutti a fare la propria parte: “Il bilancio è quello di un bollettino di guerra allarmante che peggiora di anno in anno e rischia di compromettere per sempre il nostro ecosistema. Non ci sono scadenze da prorogare e non ci sono alternative, il tema di quest’anno era “Proteggi la nostra specie”, che non è quella umana ma quella animale perché solo tutelando gli animali abbiamo una speranza di evitare la prossima estinzione, che potrebbe essere la nostra”.

Con Viride Energy si può dare un aiuto concreto per salvaguardare l’ambiente e le specie che ci vivono. Offriamo soluzioni all’avanguardia, fondate su energia rinnovabile ed eco-sostenibilità: grazie alle ultime tecnologie, è possibile ridurre i consumi di ogni edificio e dare il nostro reale contributo al biosistema che ci circonda.

Cristian Poma

Green

Inquinanti, come abbiamo fatto a superare i limiti europei

L’inquinamento atmosferico è altamente nocivo per la salute e per l’ambiente. Nonostante in Europa le emissioni di molti inquinanti atmosferici siano diminuite negli ultimi decenni, le concentrazioni degli agenti inquinanti sono ancora troppo elevate, comportando gravi problemi per quanto riguarda la qualità dell’aria che respiriamo.

Gran parte della popolazione europea vive nelle città dove i limiti fissati vengono ampiamente superati, provocando alti rischi per la salute. Ridurre gli inquinanti dunque continua ad essere una questione importantissima da affrontare.

I dati sugli inquinanti 

I nuovi protocolli impongono ad ogni paese di fare la propria parte per tenersi al di sotto di una certa soglia di rischio che riguarda la produzione e lo smaltimento delle sostanze inquinanti. 

Purtroppo gli ultimi riscontri non sono molti positivi. I tre inquinanti che attualmente incidono in maniera più significativa sono il particolato, il biossido di azoto e l’ozono troposferico. Si stima che circa il 90% di chi abita in città sia esposto a concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti stabiliti: il particolato sottile, ad esempio, può arrivare a ridurre l’aspettativa di vita di un cittadino europeo di più di 8 mesi.

L’obiettivo dell’UE è quello di raggiungere una qualità dell’aria che non abbia conseguenze irreversibili per la salute e per l’ambiente. Per fare questo agisce a più livelli per ridurre l’inquinamento atmosferico: emana legislazione ad hoc riguardare la qualità dell’aria; coopera con settori responsabili dell’inquinamento e con autorità internazionali, nazionali, organizzazioni non governative; finanzia ricerca scientifica dedicata esclusivamente all’ambiente.

Inquinamento atmosferico: le fonti

L’inquinamento atmosferico ha diverse fonti, sia di carattere antropico che naturale:

  • Uso di combustibili fossili per la produzione di elettricità nel settore dei trasporti, industriale e delle abitazioni;
  • Utilizzo di solventi nell’industria chimica e mineraria;
  • Trattamento e smaltimento non idoneo dei rifiuti
  • Agricoltura e allevamento.

Quest’ultimo punto merita un po’ più di attenzione. L’agricoltura e l’allevamento intensivo infatti sono dei contributori decisivi per l’inquinamento atmosferico: l’ammoniaca presente nei fertilizzanti e negli scarti degli animali finisce nel terreno, aumentandone in maniera eccessiva l’acidità. Causa inoltre fenomeni come l’eutrofizzazione degli ambienti umidi con la conseguente riproduzione di alghe e attività batterica che riduce la biodiversità. 

Per il 2020 sono ben 13 i paesi per i quali è previsto uno sforamento dei limiti per l’ammoniaca e nel 2030 si prevede saranno 19 cioè quasi l’intera Europa. Il che significa che l’industria dell’allevamento continua a crescere per soddisfare la richiesta del pubblico, ma ciò viene pagato duramente in termini ambientali. L’AEA (Agenzia Europea dell’ambiente) sta studiando un piano d’emergenza per il decennio 2020-2030 che potrebbe però non bastare se non interverranno severe politiche nazionali di contenimento.

Occorre intervenire anche sugli altri agenti inquinanti antropogenici, in particolare su quelli direttamente legati alle abitudini delle persone. In questa direzione la raccolta differenziata ha fatto passi da gigante e continua a migliorare, ma in alcune zone europee il processo è notevolmente in ritardo. D’altronde la raccolta differenziata diventa inutile se non è abbinata alla realizzazione di impianti di smaltimento ad hoc come termovalorizzatori o riconvertitori.

Il problema dell’inquinamento è molto serio ed è globale, non basta lanciare l’allarme: occorre agire. È necessario un consumo in modo più mirato, sostenibile e senza sprechi facendo una raccolta differenziata di qualità, usando meno l’auto, riscaldando la propria abitazione con impianti ecologici ed economici. Ormai è un dato di fatto che dietro qualsiasi decisione che prendiamo c’è un costo ambientale da pesare che non può essere sottovalutato. Viride Energy ha fatto della lotta contro l’inquinamento il proprio core business tanto: con la nostra consulenza energetica offriamo e realizziamo soluzioni personalizzate a seconda delle necessità con l’obiettivo di avere abitazioni e uffici a norma ed ecosostenibili.

Inoltre arriviamo anche nelle aziende, fornendo un servizio di mobilità sostenibile che permette ai privati e alle imprese di dare il proprio contributo a rendere il Pianeta un posto migliore.

Cristian Poma