Sciopero 15 marzo per il clima: la Terra chiama, gli studenti rispondono
Il 15 marzo 2019 milioni di studenti da tutto il mondo scendono in piazza uniti sotto un’unica bandiera: quella del pianeta Terra. Così, tutti insieme danno vita al Global Climate Strike, lo sciopero per il clima, al fine di lanciare un messaggio forte ai leader del pianeta: vogliamo dei veri provvedimenti per contrastare il cambiamento climatico – e li vogliamo ORA.
Cambiamento di clima: tutti insieme contro l’indifferenza
Il riscaldamento globale è ormai un dato di fatto. Per decenni non ci siamo fatti scrupoli a inquinare il pianeta, provocare disastri ambientali e sfruttare tutte le risorse possibili – ed è giunto il momento di raccogliere ciò che abbiamo seminato. Il clima terrestre ha subito cambiamenti drastici, le temperature si sono innalzate sensibilmente e questo ha influito sull’equilibrio di interi ecosistemi: pensiamo ai grandi ghiacciai antartici, che ogni anno sono sempre meno “grandi”, a causa del continuo scioglimento. Secondo le stime più recenti, la temperatura globale salirà di oltre 2°C entro i prossimi vent’anni.
La situazione è decisamente preoccupante, eppure dall’alto non sembra arrivare alcuna azione nel tentativo di invertire la rotta in materia di politiche ambientali. Anzi, spesso sono le figure più potenti del globo a non vedere – o a fingere di non vedere – il problema, non esprimendosi riguardo la necessità di intervenire concretamente. È proprio questo che ha spinto una ragazzina svedese di nome Greta Thunberg a manifestare, il 20 agosto 2018, davanti al Parlamento di Stoccolma. La sua protesta nasceva da un interrogativo molto semplice: perché gli adulti che tra cinquant’anni non ci saranno più possono permettersi di distruggere il futuro dei giovani?
Global Climate Strake: gli studenti difendono il proprio futuro
Greta ha continuato la sua contestazione per tutto il mese, fino ad arrivare a settembre, in concomitanza con l’inizio delle scuole in Svezia. Ma la causa per cui si batteva era troppo grande: così la giovane ha deciso di rinunciare alle lezioni ogni venerdì per portare avanti la sua protesta. Quello che era un caso isolato è presto diventato un appuntamento a cui hanno cominciato a partecipare migliaia di studenti dalla Svezia e dall’Olanda: è così che sono nati i Friday for Future, i venerdì di protesta in cui i giovani disertano le scuole per manifestare in piazza. Dopotutto, i ragazzi non hanno tutti i torti quando si domandano: «Perché studiare per un futuro, se non ci sarà un futuro?»
All’inizio del 2019, l’ondata giovanile aveva travolto non solo tutta l’Europa – Italia compresa – ma il mondo intero: il 30 novembre gli studenti australiani hanno disobbedito all’appello del Primo Ministro partecipando allo School Strike 4 Climate Action, mentre il 15 febbraio in 40 paesi diversi si è tenuto lo Youth Strikers 4 Climate Change.
Il primo grande traguardo per il movimento risale però al 25 gennaio, quando Greta Thunberg è stata invitata, insieme ad altri 30 coetanei, a parlare al World Economic Forum di Davos. Nonostante la sua giovane età, non si è lasciata intimidire dai personaggi autorevoli presenti in aula – anzi, li ha accusati di essere responsabili del disastro imminente: per tutelare i loro interessi personali, hanno fatto finta di non vedere ciò che stava accadendo all’ambiente e al clima.
Sciopero 15 marzo 2019: fare la differenza nel proprio piccolo
Il 15 marzo 2019 la voce di Greta diventa la voce di una generazione intera: i giovani di 150 Paesi diversi sfilano davanti ai palazzi delle principali istituzioni chiedendo giustizia climatica. Scongiurare la crisi non è così difficile come sembra: basterebbe seguire le linee guida contenute nell’ultimo rapporto dell’IPCC, secondo cui bisogna assolutamente evitare che la temperatura media globale aumenti di oltre 1,5 gradi centigradi – una soglia che costituirebbe un punto di non ritorno. L’unica soluzione è agire subito, e i ragazzi l’hanno capito.
Viride Energy: energia sostenibile per tutti
Come tanti altri, io ho deciso di schierarmi dalla parte dei giovani, scegliendo di dare una mano al pianeta. Per questo motivo ho fondato Viride Energy, un progetto nato con lo scopo di avvicinare sempre più persone al mondo delle energie sostenibili.
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Christian Poma


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