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Consulenza e formazione: i capisaldi di Viride

Quando si parla di efficientamento energetico, non si parla solo di quale prodotto scegliere, ma di come impostare un nuovo cambio di passo nel suo complesso. E’ un cambio di passo che tocca le scelte quotidiane, le impostazioni domestiche o aziendali, le modalità di spostamento individuali e collettive. Insomma, non è sufficiente installare soltanto un pannello solare: si tratta invece di trovare la soluzione adatta a ogni singola esigenza e di formare a un nuovo sguardo su energia, mobilità e ambiente. È per questo motivo che per noi di Viride la consulenza e la formazione sulle tematiche energetiche rivestono un ruolo di primaria importanza.

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Mobilità del futuro: ne parliamo con il nostro titolare e mobility manager Cristian Poma

Parlare oggi di mobilità sostenibile significa non soltanto ipotizzare – come singoli individui e cittadini – un cambio di passo personale: parlare di mobilità sostenibile significa riprogrammare tutto un modo di vivere, ripensare le interazioni e gli spostamenti di territori, aziende, pubbliche amministrazioni… Significa mettere in atto un cambiamento. È in questo cambiamento che si inserisce la figura del mobility manager: una professionalità nuova, capace di rispondere alle sfide della mobilità del futuro e di fare da “ponte” tra istanze diverse. Ne abbiamo parlato con Cristian Poma, titolare di Viride, che da alcuni mesi è diventato mobility manager, ampliando così l’azione di Viride a sostegno di un domani più verde per tutti.

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Parte “Green Talks”, la nuova newsletter di Viride

Tra le novità di Viride per questo 2023 appena cominciato, c’è anche la volontà di sensibilizzare su temi che riteniamo di fondamentale importanza per il futuro del nostro Pianeta. È con questo intento che nasce quindi Green Talks, una newsletter periodica che parli di ambiente e sostenibilità, ma che dia anche soluzioni e consigli pratici, spunti e analisi su fenomeni complessi, riflessioni e pensieri.

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Tra bilanci e nuove sfide, lo sguardo di Viride sull’anno che inizia

Ogni anno, a cavallo degli ultimi giorni di dicembre e dei primi di gennaio, si guarda al tempo trascorso e al tempo che verrà con slancio rinnovato. E’ il tempo dei bilanci, delle analisi, dello studio sui risultati raggiunti e delle sfide ancora da accogliere. Così, in questo 2023 che si apre sotto ottimi auspici, anche noi di Viride non possiamo esimerci dal provare a tirare le somme di quanto costruito negli ultimi dodici mesi. Per guardare insieme verso un orizzonte tutto da costruire, con ottimismo e lungimiranza.

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COP25: temi, proposte e conclusioni

Si è da poco tenuta la Conferenza dell’ONU sul cambiamento climatico, ma più che segnare un traguardo verso delle politiche ambientali più efficaci ha messo in luce la reticenza delle superpotenze ad accettare il problema e la difficoltà di riuscire ad attuare manovre concrete. La Cop 25 tenutasi nella capitale spagnola è stata, sotto molti punti di vista, un fallimento.

COP25: quando si è tenuto e quali temi sono stati trattati 

La 25esima Conferenza sul cambiamento climatico, detta Cop25, si è tenuta a Madrid dal 2 dicembre al 13 dicembre 2019, pochi giorni fa. Durante la riunione i rappresentanti di ben 190 paesi hanno discusso del problema climatico e delle possibili soluzioni per contrastarlo. 

L’obiettivo iniziale era quello di risolvere le questioni insolute dell’Accordo di Parigi sul clima, in particolare l’art. 6 che prevede la possibilità da parte di uno stato firmatario di contabilizzare come proprie le riduzioni di effetto serra che sono avvenute in un altro stato, per permette a tutti i Paesi di adeguarsi nei propri tempi e allo stesso modo di raggiungere comunque gli obiettivi generali. 

cop25

Tuttavia, i temi trattati non sono stati risolti e non è stata attuatanessuna politica vincolante per spingere i paesi a diminuire il loro impatto ambientale. Questo era uno degli elementi principali della Conferenza, necessario anche per raggiungere anche gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi di 4 anni prima, ma le potenze internazionali deciso di temporeggiare per evitare una manovra seria. 

Le conclusioni del COP25

Le questioni climatiche prese in considerazione non sono state risolte e la Cop25 si è conclusa in un nulla di fatto. Molti paesi come Australia, Stati Uniti e Brasile sono stati addirittura accusati di aver volutamente ostacolato la riuscita della conferenza per evitare che venissero applicate misure troppo rigide. Tutti i punti irrisolti, nonostante l’urgenza, sono stati rimandati alla Conferenza sul cambiamento climatico che si terrà a Glasgow nel 2020, la Cop26. 

Si spera che in quell’occasione si riuscirà ad agire ma i pronostici sono negativi. Nonostante le polemiche l’America ha già dichiarato il suo ritiro dall’Accordo di Parigi entro il 2020. Nel momento in cui sarà ufficiale diventerà sempre più difficile trovare delle forme efficaci per ridurre il gas serra, soprattutto negli USA che, insieme alla Cina, è tra le nazioni più inquinanti. 

Paesi in via di sviluppo, di solito i più restii a promuovere misure contro l’inquinamento per paura di frenare la propria crescita economica, hanno chiesto sostegno per equipapare la loro situazione a quella dei paesi più sviluppati. Ma nei paesi più sviluppati la situazione è lungi dall’essere positiva: anziché promuovere ambiziose politiche per ridurre l’inquinamento le nazioni temporeggiano, focalizzandosi su dettagli o su questioni tecniche.

L’unico punto positivo della Conferenza è stato l’impegno preso dai Paesi nel rendere noto di quanto aumenteranno gli impegni per tagliare i gas serra. Entro l’anno prossimo sarà obbligatorio per tutti i paesi presenti alla COP25. Ma questa nota positiva non è neanche lontanamente soddisfacente. Lo stesso segretario dell’ONU e l’attivista Greta Thunberg parlano di “fallimento” riferendosi al COP25.

Come Viride Energy contribuisce al miglioramento del Pianeta

Verso la fine di settembre gli scienziati dell’ONU che si occupano di cambiamento climatico hanno diffuso un rapporto speciale in cui denunciano un peggioramento delle condizioni degli oceani e dello scioglimento dei ghiacciai. 

Il livello dei mari continua ad aumentare e sempre più specie animali si spostano per cercare luoghi con un clima più adatto. Le temperature globali salgono ogni anno e come abbiamo visto le grandi potenze continuano a girare lo sguardo di fronte a questa catastrofe imminente. 

Evidentemente non sono bastate le campagne di protesta come “Friday for Future” o la voce di migliaia di associazioni, movimenti e singole persone che chiedono sostegno per fermare la crisi ambientale. 

La mia azienda, Viride Energy, non può modificare la situazione globale, se le varie potenze internazionali non si muoveranno presto nessuno potrà. Ciò che il mio team ed io proponiamo sono dei servizi concreti per ridurre l’impatto ambientale di una famiglia o di una azienda. 

Alcune delle nostre proposte sono: impianti fotovoltaici, pompe di calore e sistemi per ridurre il consumo elettrico. Ogni servizio è presente sul sito www.virideenergy.com con una scheda dettagliata che lo presenta e ne spiega i benefici sia economici sia ambientali. 

Credo fermamente che il problema ambientale sia da contrastare anche nelle piccole azioni quotidiane, perché solo cercando di cambiare le cose nel proprio piccolo le grandi potenze non potranno più guardare altrove. Il cambiamento parte qui e oggi, perché domani potrebbe essere troppo tardi. 

Cristian Poma