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Sciopero studentesco per il clima: inizio di una rivoluzione ambientale?

Nelson Mandela una volta disse: “I bambini sono il nostro tesoro più grande. Sono il nostro futuro. Fare loro del male equivale a strappare il tessuto della nostra società“. Fare del male al pianeta equivale, in un certo senso, a fare del male ai bambini.

Il cambiamento climatico è una realtà ormai assodata: lo scorso anno, ad esempio, si è registrata una delle estati più calde di sempre: l’ondata di afa ha colpito le colture in tutta Europa, portando a una riduzione della produzione di grano e patate, che a sua volta ha avuto un impatto sui prezzi dei prodotti alimentari. Il surriscaldamento delle acque sta consumando la calotta polare artica e il conseguente innalzamento del livello del mare sta erodendo le coste. Nel 2018, l’Osservatorio Europeo ha rilevato un elevato deficit di umidità del suolo in gran parte dell’Europa settentrionale – che si traduce in un aumento del rischio di incendi boschivi. Oltre a rappresentare una minaccia diretta per la vita, gli incendi producono fumo tossico, che mette a rischio la salute di grandi e piccini. Se non agiamo, il crollo delle nostre civiltà e l’estinzione di gran parte dell’ecosistema naturale saranno inevitabili.

Come aiutare il clima: anche gli studenti possono farlo

Fortunatamente, c’è chi ha deciso di non stare a guardare ed è passato all’azione. È così che il 15 febbraio 2019 migliaia di giovani studenti in tutto il mondo si sono uniti per scioperare in nome del diritto più importante per gli esseri umani: il diritto alla vita. Ad oggi, gli alunni di Regno Unito, Australia, Francia, Francia, Germania, Irlanda, Uganda, Thailandia, Colombia, Polonia e altri paesi hanno saltato una giornata di lezioni per chiedere ai loro governi azioni più incisive in merito alle questioni climatiche.

L’ondata di attivismo giovanile è partita dalla svedese Greta Thunberg che, a soli 16 anni, ha avuto il coraggio di protestare davanti al Parlamento svedese accusando i politici di non aver rispettato i loro impegni nella lotta ai cambiamenti climatici, come concordato nell’accordo di Parigi sul clima. Ancora una volta, insomma, sono i più piccoli a insegnare qualcosa a noi grandi.

Come fare la differenza quotidianamente

Non posso fare a meno di comprendere e provare un sincero sentimento di empatia vero la rabbia dei giovani, visto il tragico futuro che rischiamo di lasciare loro in eredità. A questo proposito, voglio ricordare che tutti possiamo fare qualcosa, nel nostro piccolo: anche il gesto più insignificante può fare una grande differenza. A produrre inquinamento, infatti, non sono solo le grandi industrie, ma anche le nostre piccole abitazioni. Allora, come possiamo fare la nostra parte? Spero di darvi qualche idea qui di seguito:

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  • Risparmiare energia elettrica! Il primo consiglio è quello di passare alle lampadine a basso consumo energetico: oltre a durare di più delle lampadine tradizionali, producono meno emissioni. Inoltre, è bene prendere l’abitudine di spegnere le luci quando non sono necessarie, ad esempio se si può sfruttare la luce del sole, così come ridurre al minimo l’uso di aria condizionata e riscaldamenti.
  • Non sprecare acqua! Sprechiamo più acqua di quanto crediamo, eppure basta poco per arginare il problema. Chiudete il rubinetto mentre vi lavate i denti, limitate il consumo d’acqua durante la doccia o mentre lavate i piatti. Cambiare le vecchie abitudini farà bene sia all’ambiente sia alle vostre tasche!  
  • Mobilità sostenibile! Prima o poi dovremo abbandonare definitivamente le fonti di energia non rinnovabile, quindi perché non iniziare subito? Grazie all’elettricità è possibile spostarsi con mezzi a emissioni ridotte, senza rinunciare alla comodità di avere un veicolo personale. Auto, scooter o bici elettriche: ormai esistono opzioni adatte a soddisfare le esigenze più disparate.

Se tutti iniziassimo a contribuire nel nostro piccolo, ci sarebbe ancora una speranza per il nostro amato pianeta. Io per primo ho deciso di dedicare la mia vita alla tutela dell’ambiente fondando Viride Energy, la cui mission è avvicinare più persone possibili al mondo delle energie rinnovabili, fornendo soluzioni semplici che consentono di ridurre l’inquinamento e allo stesso tempo risparmiare risorse. Dopotutto, se è vero che i bambini sono il futuro, è anche vero che dobbiamo metterli in condizione di averne uno verde e sostenibile.

Cristian Poma