In Italia aumentano i polmoni verdi: +5% di boschi dal 2005

Nel 2019 è stato pubblicato il “Primo rapporto nazionale sullo stato delle foreste e del settore forestale” da parte del Ministero delle Politiche agricole, grazie al Testo unico approvato nella legislatura precedente che prevede che, d’ora in poi, i governi dovranno stilare un rapporto sullo stato dei boschi in Italia e dei suoi polmoni verdi.

Il documento ci informa che le foreste sul territorio nazionale sono in aumento, e ricoprono attualmente il 36,4% del terreno: questo deriva dal fatto che molte aree che prima erano abitate adesso sono rimaste abbandonate e senza cura, pertanto si è verificato un aumento boschivo.

Importazione estera

Se l’aumento di aree verdi nel nostro paese è da considerarsi una buona notizia, non è altrettanto positivo il fatto che, a causa di politiche inadatte e disomogenee sul prelievo di legno sul nostro territorio, la maggior parte del legno che utilizziamo sia importato dall’estero.

Questo causa un indebolimento del settore della produzione di legno e l’importazione di legno spesso per vie illegali: il prelievo dalle foreste italiane, infatti, si attesta tra il 18 e il 37%, mentre la media europea è del 62-67%. È quindi evidente come l’Italia non sia in grado di sfruttare le proprie risorse in maniera sostenibile, e stia implementando una pratica di importazioni dall’estero che rischiano non solo di danneggiare l’economia nazionale, ma di incoraggiare il commercio illegale e il disboscamento di zone extra-UE senza controllo delle istituzioni.

Infatti, secondo recenti stime di Federlegno e Conlegno, il 30% di legname importato sarebbe di provenienza illegale, e pare che solo 3mila delle 20mila aziende italiane del settore della carta e del legno si siano adattate al regolamento Eutr (European Union Timber Regulation) che, introdotto nel 2014, mira a sviluppare un sistema per certificare la provenienza del legno importato.

Aumentare il prelievo di legno dalle nostre foreste non significa contribuire al disboscamento, ma attuare strategie di cura delle nostre zone boschive secondo un piano mirato e organizzato, ringiovanendone la composizione con alberi di età differenti e curandole in modo strategico per fare in modo di tagliare sempre meno alberi di quanti ne crescano ogni anno. In questo modo sarebbe possibile prelevare maggiori quantità di legno e diminuire l’importazione da altri Paesi.

Biomasse legnose: un’importanza strategica per i polmoni verdi

Nel 2019 è stata lanciata una campagna dalle associazioni ambientaliste Legambiente e Kyoto Club e associazioni del settore legno come AIEL,  Assocosma, RisorsaLegno e Anfus chiamata “L’Italia che rinnova”, per sensibilizzare e informare i cittadini sul tema del riscaldamento da biomasse legnose.

Infatti, non molti sanno che il legno è la prima tra le energie rinnovabili, in quanto l’emissione di CO2 connessa alla sua lavorazione è compensata dalla produzione di ossigeno. In Italia il legno costituisce il 34% di tutte le fonti rinnovabili, seguito da energia idroelettrica e fotovoltaico.

L’aumento delle zone boschive italiane può essere un’opportunità per implementare una cura mirata delle foreste e attuare strategie di prelievo legnoso atte a garantire una lavorazione interna di questa risorsa di importanza strategica, contribuendo così a ridurre l’importazione e il disboscamento illegale.

Il legno e il pellet sono infatti una delle fonti di energia più usate dalle famiglie per riscaldare le abitazioni – dato anche il costo minore rispetto a gasolio e metano: ciò influisce però sull’emissione di CO2 nell’aria, i cui livelli risultano notevoli soprattutto nel Nord Italia. La soluzione è nella sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento con tecnologie di ultima generazione, auspicata anche dalla campagna portata avanti dalle associazioni del settore.

Viride Energy, l’impegno per le energie rinnovabili

Secondo la campagna “L’Italia che rinnova”, il legno è una risorsa di primaria importanza ed irrinunciabile nel campo delle fonti di energia rinnovabile: per questo credo fortemente che sia necessario attuare una strategia per la sostituzione delle stufe inquinanti con nuove tecnologie, in grado di ridurre le emissioni nocive fino all’80%.

Infatti, ritengo che sia necessaria un’azione di sensibilizzazione e impegno delle istituzioni per attuare un cambiamento che risulta oggi più che mai essenziale per la tutela del nostro Pianeta. Lavorare per la riduzione di CO2 e sostanze inquinanti nell’aria è da sempre tra gli obiettivi di Viride Energy, e rivolgendoti a noi avrai la possibilità di beneficiare della nostra esperienza consulenziale nel campo dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili.

 Cristian Poma