Se mobilità green fa rima con vita slow

Una vita più a misura d’uomo, meno inquinante e meno votata agli eccessi, maggiormente attenta all’ambiente. Una vita che non sia necessariamente spesa di corsa e orientata al consumo, ma che sia focalizzata sui propri intimi bisogni – fisici, spirituali, relazionali, economici – e in sintonia con ciò che ci circonda. Sono gli obiettivi della Giornata della Lentezza, che si celebra ogni 27 febbraio: eppure a noi, leggendoli, hanno fatto pensare anche ad altro. Quando si parla di rallentare, di cambiare i propri ritmi abituali, di immaginare nuovi percorsi, il pensiero corre subito a una delle transizioni più importanti in atto in questo periodo: quella verso la mobilità green. Green intesa come sostenibile, ovviamente, ma anche capace di creare nuovi modelli di sviluppo, nuovi schemi, nuovi ritmi per vivere le nostre città, le nostre strade e i nostri paesi.

Green mobility, un modo per ripensare il nostro vivere collettivo

Proviamo a pensarci. La green mobility comprende tutte quelle modalità di spostamento che riducono l’utilizzo di mezzi di trasporto impattanti a favore di alternative più sostenibili: le proposte a due o quattro ruote elettriche, i mezzi pubblici oppure le care vecchie gambe.

Eppure, perché la green mobility diventi davvero efficiente ed efficace – e con questi termini indichiamo la capacità di incidere significativamente su tutta la società, prerequisito minimo affinché si possa parlare di “sostenibilità” – non si può solamente immaginare che qualcuno compri l’auto o la bici elettrica, e tanti saluti. Al contrario!

È necessario ripensare le città e la rete stradale affinché sia capace di accogliere in sicurezza e comodità queste rinnovate esigenze. È necessario progettare il posizionamento delle colonnine di ricarica, integrare la dimensione pubblica con quella privata per ampliare la rete di offerta, immaginare spazi che siano sì punti di ricarica ma anche occasioni di incontro e di relax.

E il discorso è analogo se si pensa alle biciclette, oppure ai monopattini: basta che aumentino i ciclisti o i fruitori di questi nuovi mezzi di trasporto smart? No, non basta, perché diventano necessarie piste ciclabili sicure e fruibili; diventa importante ripensare la viabilità di tutti, e offrire alternative valide e performanti: parcheggi di interscambio, mezzi pubblici tarati sui nuovi bisogni, spazi di deposito.

Cambiare il paradigma della fretta

Ragionare di mobilità green significa per forza di cose ribaltare il paradigma della fretta. Significa prendersi tempo di osservare il presente che cambia e immaginare soluzioni. Significa anche ragionare in termini di sistema, e non solo di singoli. Come azienda che ha fatto della green mobilty uno dei suoi pilastri fondanti, non possiamo che auspicare un futuro prossimo (ma perché non già oggi?) in cui spostamento non farò rima con fretta ma con gusto del vivere e del viaggiare, serenamente, in armonia con ciò che ci circonda.