Il respiro calmo della Natura e la fame d’aria del malato

Sì, la Terra respira! I livelli di smog si sono ridotti e le immagini  satellitari della NASA e dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ci mostrano un inequivocabile calo dell’inquinamento atmosferico e di CO2 in decine di città e regioni del pianeta, in primo luogo in Cina  e in Italia settentrionale.

E’ quasi scomparsa la nuvola visibile di gas tossico, rilasciata da veicoli, centrali elettriche e impianti industriali. Lo testimoniano immagini satellitari dell’ESA scattate sopra i focolai dell’epidemia in Lombardia e Veneto. La grande maggioranza delle fabbriche ha chiuso e l’aria pulita è aumentata del 21% in un mese.

Anche negli Stati Uniti, dove già oggi, a New York, l’inquinamento crolla del 50%,  sono previsti cali significativi, grazie al dimezzamento di tutti i viaggi in auto verso e dagli uffici o le scuole: la congestione del traffico nella Grande Mela è stata calcolata al 17 % nella corrente settimana rispetto al 52% nello stesso periodo dello scorso anno.

Da quando la Terra respira?  Tra i mesi di gennaio e febbraio, da quando cioè è iniziata l’emergenza Coronavirus e più il Covid si espande più crescono esponenzialmente i livelli positivi di cui sopra e il trend, sempre secondo autorevoli previsioni, dipenderà dalla durata della pandemia e dello stop delle attività economiche.

Dunque, da un male può venire un bene? Sembrerebbe di sì, ma in questo drammatico momento il male è troppo grande, ha proporzioni apocalittiche. Citando nuovamente New York, il 27 marzo sono stati registrati 40.000 nuovi casi di contagio e in tutto il mondo gli ospedali pullulano di uomini e donne con un disperato bisogno di ossigeno. Di questo 2020 parleranno i libri di storia delle prossime generazioni, le quali non dovranno dimenticare, per non ripetere errori già compiuti.

Pure non si può non pensare che, dopo la fine della pandemia, il successivo rilancio delle attività economiche rischia di far tornare tutto  come prima quanto a inquinamento, se non si prende davvero coscienza che è assolutamente necessario attuare metodi innovativi e più rispettosi dell’ambiente.

Viride: tecnologia verso un futuro green

É in questa direzione che lavora la mia azienda, Viride, la quale nasce dal desiderio e dalla volontà di “prendersi cura” del nostro pianeta. Viride Energy fornisce servizi e tecnologie ‘green’, come impianti fotovoltaici, batterie di accumulo, illuminazione led, smaltimento dell’amianto, per casa, business e pubbliche amministrazioni. La filosofia di Viride è la sostenibilità e da qui nasce Viride Mobility: bisogna muoversi senza barriere, garantendo la sopravvivenza della nostra Terra. Con Viride è possibile ridurre le emissioni di inquinanti locali, installando stazioni di ricarica elettrica 4-2 ruote intelligenti e interoperabili, in luogo di automobili con motori diesel. Viride punta anche alla formazione, organizzando corsi, nell’ambito dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile, nelle strutture educative, nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni.

Occorre proprio perseguire un’azione educativa, perché non è detto che la pandemia trasformerà l’economia in modo che diventi più efficiente sotto il profilo energetico.

Usciti “fuor del pelago a la riva” -come dice Dante-, cioè dal buio alla luce, si deve evitare un “effetto rimbalzo”, come è già successo in passato, quando, per esempio in Cina, le emissioni inquinanti sono diminuite durante le fasi di recessioni ma poi sono riprese insieme all’economia.

Anche se, nell’esaminare il rapporto tra ambiente ed economia, una studiosa dell’università britannica dell’Anglia orientale a ragione ci invita a non nasconderci che il telelavoro e la reclusione domestica delle popolazioni fanno crescere il consumo individuale di elettricità e riscaldamento, io voglio collocarmi fra coloro che nutrono la speranza che in tutto il mondo il periodo di ripresa dopo la crisi attuale diventi un’occasione per i governi per ripensare alcune modalità produttive, dando, per esempio, maggiore importanza al lavoro da casa, con riduzione del pendolarismo, e finanziando ulteriormente il settore delle fonti di energia rinnovabili.

 

Chiudo le mie righe, proponendo il contenuto di uno dei tantissimi video che in questi giorni affollano i nostri cellulari. Lo trovo profondo e anche…spiazzante. Il Coronavirus ci parla in prima persona: “Sono Covid 19. Perché sono qui? Diciamo che ero stanco di vedervi regredire invece che evolvervi. Ero stanco del vostro continuare  a rovinarvi con le vostre mani. Ero stanco di come trattate il  pianeta. Ero stanco della vostra invidia sociale, della vostra superficialità e ipocrisia, del vostro egoismo, del poco tempo che dedicate a voi stessi e alle vostre famiglie, ai vostri figli. Ero stanco della importanza che spesso date alle cose superficiali, a discapito di quelle essenziali. Ero stanco delle vostre continue lamentele quando non fate nulla per migliorare le vostre vite, del continuo litigare per motivi futili, del poco tempo che dedicate a comunicare tra voi. Lo so, sarò duro con voi, forse troppo, ma non guardo in faccia a nessuno. D’altra parte sono un virus.

La mia azione vi costerà vite, ma voglio che capiate una volta per tutte che dovete cambiare rotta, per il vostro bene e per quello del pianeta.

Il messaggio che vi voglio dare è semplice: ho voluto evidenziare i limiti della società in cui vivete perché possiate eliminarli,  ho voluto fermare tutto apposta perché capiate che l’unica cosa importante a cui dovrete indirizzare tutte le vostre energie d’ora in avanti è semplicemente una: la vita, la vostra e quella dei vostri figli. Dovete pensare a ciò che è veramente necessario per proteggerla, coccolarla e condividerla.

Vi ho voluti il più possibile tenere chiusi nelle vostre case, lontani dai vostri genitori, dai vostri nonni, dai vostri figli e nipoti, perché capiate quanto è importante un abbraccio, il contatto umano, il dialogo, una stretta di mano, una stretta fra amici, una passeggiata in centro, una cena in qualche locale, una corsa al parco all’aria aperta. Da questi gesti deve ripartire tutto: siete tutti uguali, non fate distinzioni tra di voi, vi ho dimostrato che le distanze non esistono, ho percorso chilometri e chilometri in pochissimo tempo e senza che voi ve ne siate accorti.

Io sono di passaggio, ma i sentimenti di vicinanza e collaborazione che ho creato fra di voi in pochissimo tempo dovranno durare in eterno.

Quando voi festeggerete, io me ne sarò appena andato, ma ricordate di non cercare di essere persone migliori solo in mia presenza.  ADDIO!…”

 

Addio, non arrivederci… Anche noi dovremmo impegnarci a salutare con un addio tutti gli errori finora commessi nei confronti del nostro Pianeta e a farlo respirare come in questi giorni difficilissimi, ma -speriamo- di monito per il futuro.