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Fonti di energia rinnovabile: su quali investire nel 2020

Gli studi condotti dalla US Energy Information Administration prevedono che entro il 2050 il consumo energetico mondiale aumenterà del 50%. È quindi fondamentale trovare delle fonti energetiche che abbiano un impatto minore sull’ambiente e che ognuno si attivi personalmente, sfruttando sempre di più queste fonti di energia rinnovabile. Le possibilità sono numerose, per questo voglio mostrarti quelle su cui vale la pena investire in questo 2020. 

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Le frontiere della mobilità sostenibile

Per ridurre le emissioni di carbonio, uno delle cause più drammatiche del surriscaldamento globale, moltissime città si sono già attivate per promuove la mobilità sostenibile o poco impattante. Mezzi pubblici, aree pedonali e piste ciclabili erano già parte integrante delle nostre vite, ma in futuro verranno valorizzate ancora di più. 

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Mercato libero dell’energia: come scegliere il fornitore giusto per te?

Fino a 25 anni fa il mercato libero dell’energia non esisteva. A partire dal 2007, anno in cui la liberalizzazione è realmente cominciata, i consumatori hanno iniziato a poter scegliere a quale compagnia affidare la fornitura di energia e gas della propria casa, optando per il fornitore più conveniente per loro, invece che doversi rivolgere obbligatoriamente all’azienda locale, portandoli a un risparmio maggiore.

Mercato libero dell’energia, cosa cambia

La liberalizzazione del mercato energetico ha portato a molti miglioramenti per i consumatori; infatti la nascita di aziende concorrenti tra loro che vivono nel mondo del mercato, le ha obbligate a proporre soluzioni sempre nuove e adatte ai loro clienti, dandogli molta possibilità di scelta e quindi anche di risparmio. 

La principale differenza è appunto che il consumatore può scegliere in modo indipendente il proprio fornitore e l’offerta che più si adatta alle sue esigenze, che gli permetterà di risparmiare nel modo a lui più comodo. Questa nuova flessibilità dei fornitori, dovuta alla liberalizzazione del mercato, si traduce anche in adattabilità verso i clienti. Mai come ora sono esistite così tante forme diverse di contratti di fornitura di energia, con la possibilità di tariffe personalizzate e che variano anche all’interno dello stesso anno. 

Per quanto riguarda il trasferimento di fornitura da un gestore locale a uno invece liberalizzato, non c’è nessuna modifica problematica. Sarà sufficiente trovare l’offerta più adatta alle proprie esigenze e al proprio stile di vita tra le molte presenti e null’altro. Il passaggio di fornitura verrà effettuato a partire dal vostro nuovo fornitore, che comunicherà a quello vecchio il passaggio. 

Non resta altro da fare se non esplorare le varie aziende e le mille offerte che propongono, per trovare quella più conveniente e che meglio si presta alle abitudini della tua casa. Oltre alla sola fornitura, queste aziende offrono anche servizi di manutenzione e installazione inclusi, che sono altri servizi, tipica del mercato dell’energia libera, da tenere in considerazione quando si cerca l’opzione migliore per sé. 

Come scegliere il gestore giusto

Sorge però una domanda: come muoversi tra questo labirinto di fornitori e offerte? Innanzitutto bisogna capire realmente le proprie esigenze energetiche. È quindi necessario osservare le abitudini della propria casa in modo da sapere di che cosa si ha bisogno, per scegliere l’opzione contrattuale più adatta. Ogni contratto può essere di diverso tipo, i principali e ricorrenti sono quattro:

  • Prezzo fisso: in questo caso viene offerta una tariffa che rimane costante per tutto il periodo stabilito, che solitamente coincide con un anno;
  • Variabile: il prezzo della fornitura varia a seconda del valore nel mercato della materia prima, che chiaramente varia ogni mese;
  • A fasce: solitamente la giornata viene divisa in tre sezioni diverse a cui corrisponde un costo dell’energia diversa;
  • Monorario: l’energia che viene fornita ha sempre lo stesso prezzo in qualsiasi ora del giorno. 

Queste sono solo delle impostazioni standard delle forniture, poi ogni azienda varierà il prezzo e altri parametri. Ad esempio potrebbe definire una fascia oraria in cui l’energia è gratuita. Inoltre, alcuni fornitori offrono ai loro clienti diversi sconti particolari, a seconda del periodo, e offrono servizi aggiuntivi di manutenzione e assistenza. Questi servizi sono compresi nel prezzo della bolletta, creando un valore aggiunto e che possono essere un valido motivo per scegliere un certo contratto. 

Esistono offerte già pensate per diversi stili di vita, da quelle per i single che vivono da soli a quelle per famiglie numerose con un alto consumo energetico. L’importante è informarsi, sia online che tramite una consulenza energetica, per capire quale tariffa e metodo di fornitura è quello migliore per la tua casa e per le tue abitudini, in modo da risparmiare il più possibile e fare una scelta intelligente. 

Perché una consulenza energetica ti può aiutare a fare la scelta giusta

In mezzo alla confusione delle offerte del mercato libero dell’energia può essere difficile orientarsi e comprendere fino in fondo le proposte che ti vengono fatte. 

Se stai cercando di capire meglio quale offerta energetica fa per te, ti consiglio di affidarti a uno dei miei consulenti energetici di Viride Energy. È un modo conveniente per valutare quale opzione sia davvero la più adeguata: attraverso l’analisi dei costi e il confronto delle varie offerte presenti sul mercato. 

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COP25: temi, proposte e conclusioni

Si è da poco tenuta la Conferenza dell’ONU sul cambiamento climatico, ma più che segnare un traguardo verso delle politiche ambientali più efficaci ha messo in luce la reticenza delle superpotenze ad accettare il problema e la difficoltà di riuscire ad attuare manovre concrete. La Cop 25 tenutasi nella capitale spagnola è stata, sotto molti punti di vista, un fallimento.

COP25: quando si è tenuto e quali temi sono stati trattati 

La 25esima Conferenza sul cambiamento climatico, detta Cop25, si è tenuta a Madrid dal 2 dicembre al 13 dicembre 2019, pochi giorni fa. Durante la riunione i rappresentanti di ben 190 paesi hanno discusso del problema climatico e delle possibili soluzioni per contrastarlo. 

L’obiettivo iniziale era quello di risolvere le questioni insolute dell’Accordo di Parigi sul clima, in particolare l’art. 6 che prevede la possibilità da parte di uno stato firmatario di contabilizzare come proprie le riduzioni di effetto serra che sono avvenute in un altro stato, per permette a tutti i Paesi di adeguarsi nei propri tempi e allo stesso modo di raggiungere comunque gli obiettivi generali. 

cop25

Tuttavia, i temi trattati non sono stati risolti e non è stata attuatanessuna politica vincolante per spingere i paesi a diminuire il loro impatto ambientale. Questo era uno degli elementi principali della Conferenza, necessario anche per raggiungere anche gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi di 4 anni prima, ma le potenze internazionali deciso di temporeggiare per evitare una manovra seria. 

Le conclusioni del COP25

Le questioni climatiche prese in considerazione non sono state risolte e la Cop25 si è conclusa in un nulla di fatto. Molti paesi come Australia, Stati Uniti e Brasile sono stati addirittura accusati di aver volutamente ostacolato la riuscita della conferenza per evitare che venissero applicate misure troppo rigide. Tutti i punti irrisolti, nonostante l’urgenza, sono stati rimandati alla Conferenza sul cambiamento climatico che si terrà a Glasgow nel 2020, la Cop26. 

Si spera che in quell’occasione si riuscirà ad agire ma i pronostici sono negativi. Nonostante le polemiche l’America ha già dichiarato il suo ritiro dall’Accordo di Parigi entro il 2020. Nel momento in cui sarà ufficiale diventerà sempre più difficile trovare delle forme efficaci per ridurre il gas serra, soprattutto negli USA che, insieme alla Cina, è tra le nazioni più inquinanti. 

Paesi in via di sviluppo, di solito i più restii a promuovere misure contro l’inquinamento per paura di frenare la propria crescita economica, hanno chiesto sostegno per equipapare la loro situazione a quella dei paesi più sviluppati. Ma nei paesi più sviluppati la situazione è lungi dall’essere positiva: anziché promuovere ambiziose politiche per ridurre l’inquinamento le nazioni temporeggiano, focalizzandosi su dettagli o su questioni tecniche.

L’unico punto positivo della Conferenza è stato l’impegno preso dai Paesi nel rendere noto di quanto aumenteranno gli impegni per tagliare i gas serra. Entro l’anno prossimo sarà obbligatorio per tutti i paesi presenti alla COP25. Ma questa nota positiva non è neanche lontanamente soddisfacente. Lo stesso segretario dell’ONU e l’attivista Greta Thunberg parlano di “fallimento” riferendosi al COP25.

Come Viride Energy contribuisce al miglioramento del Pianeta

Verso la fine di settembre gli scienziati dell’ONU che si occupano di cambiamento climatico hanno diffuso un rapporto speciale in cui denunciano un peggioramento delle condizioni degli oceani e dello scioglimento dei ghiacciai. 

Il livello dei mari continua ad aumentare e sempre più specie animali si spostano per cercare luoghi con un clima più adatto. Le temperature globali salgono ogni anno e come abbiamo visto le grandi potenze continuano a girare lo sguardo di fronte a questa catastrofe imminente. 

Evidentemente non sono bastate le campagne di protesta come “Friday for Future” o la voce di migliaia di associazioni, movimenti e singole persone che chiedono sostegno per fermare la crisi ambientale. 

La mia azienda, Viride Energy, non può modificare la situazione globale, se le varie potenze internazionali non si muoveranno presto nessuno potrà. Ciò che il mio team ed io proponiamo sono dei servizi concreti per ridurre l’impatto ambientale di una famiglia o di una azienda. 

Alcune delle nostre proposte sono: impianti fotovoltaici, pompe di calore e sistemi per ridurre il consumo elettrico. Ogni servizio è presente sul sito www.virideenergy.com con una scheda dettagliata che lo presenta e ne spiega i benefici sia economici sia ambientali. 

Credo fermamente che il problema ambientale sia da contrastare anche nelle piccole azioni quotidiane, perché solo cercando di cambiare le cose nel proprio piccolo le grandi potenze non potranno più guardare altrove. Il cambiamento parte qui e oggi, perché domani potrebbe essere troppo tardi. 

Cristian Poma

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Le sfide ambientali per il 2020

Il 2020 si avvicina e le sfide ambientali rimangono uno dei temi principali da considerare tra obiettivi del nuovo anno. Secondo il rapporto sull’ambiente stilato dall’Agenzia europea dell’Ambiente (AEA) l’Europa, senza l’attuazione di forti misure, non riuscirà a centrare gli obiettivi prefissati nel suo futuro più prossimo. Per la superpotenza che porta avanti in prima linea questo battaglia sul piano internazionale si tratta di una prospettiva drammatica. 

Nuove sfide ambientali, quali sono

Le emergenze ambientali sono molteplici, negli ultimi anni l’Unione Europea è intervenuta per ridurre il consumo della plastica, incentivare la raccolta differenziata e premiare i comportamenti sostenibili di imprese ed enti pubblici. Sono state compiute operazioni anche per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ma se si continuerà ad avere questa crescita economica non sarà assolutamente possibile raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030.

Le nuove sfide per l’ambiente rimangono quindi quelle passate, perché ancora non è stata avanzata una proposta in grado di risolverle 100%. La riduzione della plastica rimane uno degli obiettivi principali per il futuro. Nelle città italiane viene promossa sempre più ma non dovunque si riesce a fare correttamente. Nei paesini più piccoli è più facile grazie alla raccolta porta a porta avviata da anni, mentre nelle città più grandi questo sistema è ancora da perfezionare.

Un’altra delle grandi sfide irrisolte è come favorire l’innovazione tecnologica, la ricerca e lo sviluppo in modo sostenibile. Il nostro mondo è sempre più high-tech e anche le prospettive future vanno in quella direzione, per questo non si può prescindere da uno sviluppo e da un utilizzo delle nuove tecnologie in linea con l’emergenza ambientale. 

Ultimi ma non per importanza vengono gli oceani, habitat in pericolo. A causa del riscaldamento globale le temperature dei mari stanno salendo ad una velocità drammatica: basti pensare all’estate del 2019, una delle più torride degli ultimi anni, in cui le temperature degli oceani hanno raggiunto le punte più alte degli ultimi 140 anni.

L’aumento delle temperature marine ha come conseguenza l’estinzione di molte specie viventi e l’innalzamento del livello del mare risulta un pericolo concreto per le coste e le piccole isole, che rischiano di essere sommerse se il livello continuerà a salire.

Come affrontare l’emergenza ambientale nel 2020

Già dall’inizio del nuovo millennio sono state portate avanti delle manovre per arginare l’emergenza ambientale che hanno portato a buoni risultati ma non abbastanza incisivi da bloccare in modo significativo il problema. Uno dei maggiori ostacoli è lo scetticismo sia da parte singole persone sia da parte delle nazioni. 

Per proporre dei risultati concreti sarebbe necessario che tutti i paesi lavorassero in sinergia, ma molti manifestano la loro perplessità o addirittura, come l’America, negano l’emergenza. L’Europa per fortuna è la più cosciente e operativa in questo momento, ma ancora la strada da percorrere è lunga. 

Secondo il rapporto sull’ambiente pubblicato dall’AEA l’Europa dovrà dare il via ad un’azione rigorosa e multilaterale perché, per proporre un cambiamento significativo, non basterà agire solo in una direzione. Le principali manovre che l’UE può mettere in atto sono:

  • portare a termine le politiche ambientali avviate
  • intervenire in tutti i settori per promuovere un comportamento sostenibile
  • porsi come guida sul panorama internazionale 
  • promuovere l’innovazione nella società
  • gestire i rischi e favorire una transizione verso la sostenibilità più equa possibile
  • creare conoscenze e competenze

Se l’Europa riuscirà a mettere in pratica questi punti forse sarà in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030 e per il 2050. La preoccupazione maggiore è che, se non si interverrà il prima possibile, sarà sempre più difficile frenare l’aumento delle temperature, dei gas serra e del livello dei mari.

Viride energy per un futuro sostenibile

Sicuramente il mondo nei prossimi anni si muoverà per promuovere gli stili di vita più green e scelte di consumo più sostenibili, ma già adesso si può risparmiare optando per un impianto fotovoltaico o per una pompa di calore.

Il mio team ed io proponiamo un’ampia gamma di servizi per le famiglie, le imprese ed i condomini in grado di ridurre l’impatto energetico di una struttura e di far risparmiare le persone sia in termini economici sia ambientali. 

Gli impianti che proponiamo in Viride Energy sono tecnologicamente all’avanguardia, ampiamente testati e montati da professionisti che svolgono questo lavoro da anni. Il mio obiettivo è aiutarti ad investire oggi pensando al domani. Come? In modo ecologico e conveniente. 

Cristian Poma

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Come il Kenya si difende dalla desertificazione

La pioggia, spesso così fastidiosa per noi, in altri paesi del mondo non è per niente scontata:  influisce sui raccolti, gli allevamenti e di conseguenza sull’economia di un paese. Il Kenya lo sa bene: da sempre le piogge si concentrano solo in alcuni periodi dell’anno e, oggi più che mai, scarseggiano lasciando il paese nell’arsura e nella siccità quasi totale, aumentando il rischio di desertificazione.

La desertificazione in Africa, tutti i numeri

La desertificazione è un problema che affligge molti territori del mondo, in particolare l’Africa, dove quasi due terzi delle terre coltivate sono a rischio. Si tratta di un processo ambientale irreversibile che può essere accelerato dalle condizioni climatiche e dall’impatto dell’uomo sul territorio. Lo sfruttamento dei territori fertili nei periodi di pioggia e il mancato controllo durante la siccità portano la situazione solamente a peggiorare.   

Nonostante le attività economiche dell’Africa si concentrino nelle zone più fertili il problema rimane un’emergenza, soprattutto a causa dei lunghi periodi di siccità. La pioggia non scende, i campi si inaridiscono e la terra si spacca. Spesso manca persino l’acqua potabile.  L’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) stima che più di 500 mila bambini sotto i 5 anni corrono il rischio di contrarre malattie per questo motivo. 

All’inizio il problema era sottovalutato, ma negli anni ‘70 è diventato di risonanza mondiale a causa della siccità del Sahel, che provocò una carestia devastante. Più di 1 milione di persone morirono e altre 50 mila ne subirono gli effetti. Oggi la maggiore preoccupazione è che il deserto del Sahara si estenda verso le savane. 

Come combattere la desertificazione 

La desertificazione è un processo inesorabile, le Nazioni Unite hanno stimato che ogni anno circa 12 milioni ettari diventano aridi per questo motivo, ma non per questo bisogna lasciare che il processo continui incontrastato. 

Sono numerose le strategie che possono essere messe in atto per tutelare la fauna e la flora di questi territori: 

  • La coltivazione biologica: gli esperti hanno confermato che una coltivazione biologica rispetto a quella convenzionale è meno aggressiva e lascia il terreno più ricco di fertilizzanti naturali. Si tratta di una manovra poco incisiva nel breve periodo ma efficace sul lungo tempo, perché in questo modo i territori vengono rinvigoriti e risultano più resistenti alle intemperie. 
  • Sensibilizzazione: può sembrare banale ma molti problemi possono essere arginati  grazie allo sforzo delle singole persone. Creare una forte consapevolezza dell’emergenza tra i cittadini, le aziende e le nazioni è importantissimo per incentivare delle politiche di tutela del territorio. Dal 1996 è in vigore la Convenzione contro la desertificazione delle Nazioni Unite ma la strada è ancora lunga.  
  • Nuove tecnologie: lo sviluppo di nuove tecnologie sta crescendo in maniera esponenziale, in particolare nel campo delle coltivazioni. Uno dei metodi che si può utilizzare per combattere la desertificazione è, per esempio, il sistema di canalizzazione e di raccolta della rugiada notturna. 
  • Fonti di energia alternative: in Kenya dal 2018 è stato installato un impianto solare che trasforma l’acqua salata in acqua potabile. Oltre ad essere un grande vantaggio per la popolazione, che spesso si ammala per mancanza di acqua pulita, è un’opportunità per lo sviluppo delle coltivazioni. Creare un sistema di irrigazione utilizzando gli impianti solari per rendere l’acqua dolce potrebbe essere la chiave per le coltivazioni del futuro. 

Viride Energy, il tuo partner per un ambiente più sicuro 

Se come me hai a cuore il tema ambientale saprai che la situazione è grave in tutto il mondo: la campagna “Friday for future” di Greta Thunberg ha risvegliato molte coscienze ma c’è ancora tanto da fare. Il problema è unanimemente riconosciuto ma spesso non si sa come agire, per questo da anni mi occupo di cercare le alternative green per le famiglie e le aziende. 

Soluzioni a basso impatto ambientale possono fare la differenza: gli impianti fotovoltaici, le illuminazioni LED o le pompe di calore sono alternative più economiche e rispettose dell’ambiente. Grazie alle numerose idee proposte da Viride Energy potrai dare il tuo contributo alla causa: agendo adesso vedrai i risultati sul lungo periodo, non solo in termini di rispetto per l’ambiente, ma anche di risparmio e di miglioramento delle condizioni di vita.

Cristian Poma