COP25: temi, proposte e conclusioni
Si è da poco tenuta la Conferenza dell’ONU sul cambiamento climatico, ma più che segnare un traguardo verso delle politiche ambientali più efficaci ha messo in luce la reticenza delle superpotenze ad accettare il problema e la difficoltà di riuscire ad attuare manovre concrete. La Cop 25 tenutasi nella capitale spagnola è stata, sotto molti punti di vista, un fallimento.
COP25: quando si è tenuto e quali temi sono stati trattati
La 25esima Conferenza sul cambiamento climatico, detta Cop25, si è tenuta a Madrid dal 2 dicembre al 13 dicembre 2019, pochi giorni fa. Durante la riunione i rappresentanti di ben 190 paesi hanno discusso del problema climatico e delle possibili soluzioni per contrastarlo.
L’obiettivo iniziale era quello di risolvere le questioni insolute dell’Accordo di Parigi sul clima, in particolare l’art. 6 che prevede la possibilità da parte di uno stato firmatario di contabilizzare come proprie le riduzioni di effetto serra che sono avvenute in un altro stato, per permette a tutti i Paesi di adeguarsi nei propri tempi e allo stesso modo di raggiungere comunque gli obiettivi generali.

Tuttavia, i temi trattati non sono stati risolti e non è stata attuatanessuna politica vincolante per spingere i paesi a diminuire il loro impatto ambientale. Questo era uno degli elementi principali della Conferenza, necessario anche per raggiungere anche gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi di 4 anni prima, ma le potenze internazionali deciso di temporeggiare per evitare una manovra seria.
Le conclusioni del COP25
Le questioni climatiche prese in considerazione non sono state risolte e la Cop25 si è conclusa in un nulla di fatto. Molti paesi come Australia, Stati Uniti e Brasile sono stati addirittura accusati di aver volutamente ostacolato la riuscita della conferenza per evitare che venissero applicate misure troppo rigide. Tutti i punti irrisolti, nonostante l’urgenza, sono stati rimandati alla Conferenza sul cambiamento climatico che si terrà a Glasgow nel 2020, la Cop26.
Si spera che in quell’occasione si riuscirà ad agire ma i pronostici sono negativi. Nonostante le polemiche l’America ha già dichiarato il suo ritiro dall’Accordo di Parigi entro il 2020. Nel momento in cui sarà ufficiale diventerà sempre più difficile trovare delle forme efficaci per ridurre il gas serra, soprattutto negli USA che, insieme alla Cina, è tra le nazioni più inquinanti.
I Paesi in via di sviluppo, di solito i più restii a promuovere misure contro l’inquinamento per paura di frenare la propria crescita economica, hanno chiesto sostegno per equipapare la loro situazione a quella dei paesi più sviluppati. Ma nei paesi più sviluppati la situazione è lungi dall’essere positiva: anziché promuovere ambiziose politiche per ridurre l’inquinamento le nazioni temporeggiano, focalizzandosi su dettagli o su questioni tecniche.
L’unico punto positivo della Conferenza è stato l’impegno preso dai Paesi nel rendere noto di quanto aumenteranno gli impegni per tagliare i gas serra. Entro l’anno prossimo sarà obbligatorio per tutti i paesi presenti alla COP25. Ma questa nota positiva non è neanche lontanamente soddisfacente. Lo stesso segretario dell’ONU e l’attivista Greta Thunberg parlano di “fallimento” riferendosi al COP25.
Come Viride Energy contribuisce al miglioramento del Pianeta
Verso la fine di settembre gli scienziati dell’ONU che si occupano di cambiamento climatico hanno diffuso un rapporto speciale in cui denunciano un peggioramento delle condizioni degli oceani e dello scioglimento dei ghiacciai.
Il livello dei mari continua ad aumentare e sempre più specie animali si spostano per cercare luoghi con un clima più adatto. Le temperature globali salgono ogni anno e come abbiamo visto le grandi potenze continuano a girare lo sguardo di fronte a questa catastrofe imminente.
Evidentemente non sono bastate le campagne di protesta come “Friday for Future” o la voce di migliaia di associazioni, movimenti e singole persone che chiedono sostegno per fermare la crisi ambientale.
La mia azienda, Viride Energy, non può modificare la situazione globale, se le varie potenze internazionali non si muoveranno presto nessuno potrà. Ciò che il mio team ed io proponiamo sono dei servizi concreti per ridurre l’impatto ambientale di una famiglia o di una azienda.
Alcune delle nostre proposte sono: impianti fotovoltaici, pompe di calore e sistemi per ridurre il consumo elettrico. Ogni servizio è presente sul sito www.virideenergy.com con una scheda dettagliata che lo presenta e ne spiega i benefici sia economici sia ambientali.
Credo fermamente che il problema ambientale sia da contrastare anche nelle piccole azioni quotidiane, perché solo cercando di cambiare le cose nel proprio piccolo le grandi potenze non potranno più guardare altrove. Il cambiamento parte qui e oggi, perché domani potrebbe essere troppo tardi.
Cristian Poma


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