Case energivore addio: a stabilirlo è la Commissione Europea, con la recente direttiva che prevede l’efficientamento energetico e l’adeguamento almeno alla classe energetica E di tutti gli immobili attualmente in classe F o G entro il 2030. Un primo step, questo, verso l’obiettivo finale di avere solo edifici a emissioni zero entro il 2050, e che si inserisce nella scia di regolamentazione e riduzione dell’impatto già avviato per le automobili. In altre parole, entro il 2030 si dovranno ristrutturare e adeguare energeticamente la maggioranza delle case italiane, visto che oggi nel nostro Paese il 60% degli immobili è in classe F o G. E’ una spesa imposta da Bruxelles sulla scia della regolamentazione delle emissioni e della riduzione dell’impatto umano sul pianeta, e che rischierà di gravare soprattutto sulle spalle dei cittadini.
In questo inverno anomalo, fa uno strano effetto pensare che ieri ricorreva proprio la Giornata Internazionale della Neve. Nata per avvicinare i più giovani alla pratica delle discipline sportive invernali e istituzionalizzata dalla Federazione Internazionale dello Sci nel 2012, questa ricorrenza getta luce su un fenomeno che riguarda porzioni sempre più ampie di territorio. Di neve ce n’è sempre di meno, i comprensori sono in sofferenza e così pure le montagne e gli ecosistemi che esse ospitano. E allora, una domanda: perché non fare in modo che la Giornata della Neve diventi un’occasione anche di sensibilizzazione? Perché non cogliere la palla al balzo per ragionare sui nostri consumi, sul loro impatto e sui modi che abbiamo a disposizione per provare a invertire la rotta?
Quanti arcobaleni disegnati su porte, finestre di case e portali di chiese o dipinti su lenzuoli appesi ai terrazzi in questi giorni bui, anche se per lo più illuminati dal sole.
Pare quasi che la primavera non sappia nulla. I fiori continuano a sbocciare e le gemme continuano ad uscire, come se le stagioni avessero voglia di accelerare il loro corso e portarci più in fretta a un’estate di ripresa e quindi di speranza! E poi, a conferma della validità della saggezza popolare (v. il famoso detto latino ‘mors tua vita mea‘), si ha l’impressione che persino la tragedia che stiamo vivendo abbia un risvolto positivo: l’arresto o quasi della circolazione delle auto ha portato alla diminuzione delle concentrazioni di polveri nell’aria.
La pioggia, spesso così fastidiosa per noi, in altri paesi del mondo non è per niente scontata: influisce sui raccolti, gli allevamenti e di conseguenza sull’economia di un paese. Il Kenya lo sa bene: da sempre le piogge si concentrano solo in alcuni periodi dell’anno e, oggi più che mai, scarseggiano lasciando il paese nell’arsura e nella siccità quasi totale, aumentando il rischio di desertificazione.
La desertificazione in Africa, tutti i numeri
La desertificazione è un problema che affligge molti territori del mondo, in particolare l’Africa, dove quasi due terzi delle terre coltivate sono a rischio. Si tratta di un processo ambientale irreversibile che può essere accelerato dalle condizioni climatiche e dall’impatto dell’uomo sul territorio. Lo sfruttamento dei territori fertili nei periodi di pioggia e il mancato controllo durante la siccità portano la situazione solamente a peggiorare.
Nonostante le attività economiche dell’Africa si concentrino nelle zone più fertili il problema rimane un’emergenza, soprattutto a causa dei lunghi periodi di siccità. La pioggia non scende, i campi si inaridiscono e la terra si spacca. Spesso manca persino l’acqua potabile. L’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) stima che più di 500 mila bambini sotto i 5 anni corrono il rischio di contrarre malattie per questo motivo.
All’inizio il problema era sottovalutato, ma negli anni ‘70 è diventato di risonanza mondiale a causa della siccità del Sahel, che provocò una carestia devastante. Più di 1 milione di persone morirono e altre 50 mila ne subirono gli effetti. Oggi la maggiore preoccupazione è che il deserto del Sahara si estenda verso le savane.
Come combattere la desertificazione
La desertificazione è un processo inesorabile, le Nazioni Unite hanno stimato che ogni anno circa 12 milioni ettari diventano aridi per questo motivo, ma non per questo bisogna lasciare che il processo continui incontrastato.
Sono numerose le strategie che possono essere messe in atto per tutelare la fauna e la flora di questi territori:
La coltivazione biologica: gli esperti hanno confermato che una coltivazione biologica rispetto a quella convenzionale è meno aggressiva e lascia il terreno più ricco di fertilizzanti naturali. Si tratta di una manovra poco incisiva nel breve periodo ma efficace sul lungo tempo, perché in questo modo i territori vengono rinvigoriti e risultano più resistenti alle intemperie.
Sensibilizzazione: può sembrare banale ma molti problemi possono essere arginati grazie allo sforzo delle singole persone. Creare una forte consapevolezza dell’emergenza tra i cittadini, le aziende e le nazioni è importantissimo per incentivare delle politiche di tutela del territorio. Dal 1996 è in vigore la Convenzione contro la desertificazione delle Nazioni Unite ma la strada è ancora lunga.
Nuove tecnologie: lo sviluppo di nuove tecnologie sta crescendo in maniera esponenziale, in particolare nel campo delle coltivazioni. Uno dei metodi che si può utilizzare per combattere la desertificazione è, per esempio, il sistema di canalizzazione e di raccolta della rugiada notturna.
Fonti di energia alternative: in Kenya dal 2018 è stato installato un impianto solare che trasforma l’acqua salata in acqua potabile. Oltre ad essere un grande vantaggio per la popolazione, che spesso si ammala per mancanza di acqua pulita, è un’opportunità per lo sviluppo delle coltivazioni. Creare un sistema di irrigazione utilizzando gli impianti solari per rendere l’acqua dolce potrebbe essere la chiave per le coltivazioni del futuro.
Viride Energy, il tuo partner per un ambiente più sicuro
Se come me hai a cuore il tema ambientale saprai che la situazione è grave in tutto il mondo: la campagna “Friday for future” di Greta Thunberg ha risvegliato molte coscienze ma c’è ancora tanto da fare. Il problema è unanimemente riconosciuto ma spesso non si sa come agire, per questo da anni mi occupo di cercare le alternative green per le famiglie e le aziende.
Soluzioni a basso impatto ambientale possono fare la differenza: gli impianti fotovoltaici, le illuminazioni LED o le pompe di calore sono alternative più economiche e rispettose dell’ambiente. Grazie alle numerose idee proposte da Viride Energy potrai dare il tuo contributo alla causa: agendo adesso vedrai i risultati sul lungo periodo, non solo in termini di rispetto per l’ambiente, ma anche di risparmio e di miglioramento delle condizioni di vita.
Negli ultimi tempi, si parla sempre più spesso di ridurre i consumi per aiutare l’ambiente. Secondo il sondaggio “Ipsos” In Italia il 79% dei cittadini ritiene che si debba prestare attenzione al consumo di energia elettrica per salvaguardare l’ambiente. In particolare, la popolazione ritiene che si debba investire sull’energia da fonti rinnovabili.
Come ridurre i consumi domestici
Nel 2018 i consumi energetici nazionali sono aumentati per il quarto anno di fila. Le nostre abitazioni, a causa di cattive abitudini e comportamenti, che involontariamente compiamo, sono il primo luogo di spreco energetico. Questo provoca numerosi effetti sul nostro pianeta. Quindi, migliorare i consumi energetici è il primo passo da compiere per produrre meno energia in modo da ridurre le emissioni e il consumo di risorse.
Basteranno dei semplici accorgimenti, ripetuti giorno dopo giorno, per ridurre il consumo energetico e contenere le bollette di luce e gas che spesso, soprattutto durante la stagione invernale con i riscaldamenti e in estate attraverso l’uso di condizionatori, può raggiungere cifre elevate.
Ecco alcune indicazioni:
Regolare la temperatura dei riscaldamenti: abbassare di 1 o 2 gradi la temperatura ridurrebbe i consumi;
Dispositivi intelligenti: un termostato intelligente permette di scegliere la temperatura desiderata in ogni stanza in modo da gestire al meglio il clima all’interno della casa in base alle nostre esigenze;
Manutenzione caldaia: il corretto funzionamento ti permette di ridurre il consumo di gas;
Lampade a led: sostituisci le tue lampadine con una a led, oltre ad un’illuminazione maggiore avrete anche un consumo ridotto;
Spegni gli apparecchi in stand-by: spegni tutto ciò che non usi, aiutati con ciabatta con interruttore in modo da disattivare tutto facilmente e velocemente;
In questo modo tutti, tutti possiamo contribuire a ridurre i consumi di energia per migliorare le condizioni del nostro pianeta.
Sistemi fotovoltaici ad uso domestico
Noi cittadini possiamo contribuire ad uno sviluppo più sostenibile attraverso l’uso domestico dei pannelli solari. Quando si parla di pannelli fotovoltaici si intende un sistema che fornisce energia elettrica attraverso lo sfruttamento dei raggi solari, producendo basse emissioni di anidride carbonica nell’ambiente e senza produrre sostanze di scarto.
Si parla di prezzi abbastanza elevati, ma è importante sapere che ci sono diversi fattori ad influenzare il valore di un impianto fotovoltaico. Di fatto, sulla spesa totale finale, influisce: il numero degli abitanti all’interno del nucleo familiare, il consumo di energia in un anno, i pannelli necessari da installare, lo spazio sul quale verranno collocati e la tipologia di sistema fotovoltaico scelto. Infatti, sul mercato sono presenti diverse tipologie di fotovoltaici: quelli con celle solari in silicio policristallino, celle solari ricoperte con un film sottile e celle solari in silicio monocristallino.
L’installazione dell’impianto fotovoltaico prevede numerosi vantaggi.Tra tutti, la possibilità di una detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenuta per la realizzazione. Inoltre ti permette un risparmio di energia e la produzione di auto energia creando un impatto positivo sull’ambiente.
Credo fortemente che l’utilizzo di pannelli fotovoltaici sia possibile ridurre drasticamente i consumi all’interno delle nostre abitazioni.
Viride Energy ti aiuta a ridurre i consumi domestici
Sono decisamente convinto che sia possibile ridurre i consumi domestici di energia. Il mio obiettivo è quello di contribuire il più possibile per migliorare le condizioni del nostro pianeta, ottimizzando l’utilizzo di energie.
La mia azienda, Viride Energy, ed il mio team composto da consulenti energetici esperti, saremo in grado di consigliarti gli investimenti più vantaggiosi adatte alle tue necessità.
Il nostro sistema fotovoltaico è pensato per raggiungere l’indipendenza energetica, riducendo le bollette. Attraverso l’uso del sistema di accumulo delle SonnenBatterie, potrai tenere sempre sotto controllo la tua energia a costi ridotti.
Sono estremamente convinto che insieme possiamo fare un’enorme differenza per la riduzione dei consumi di energia e fare un passo importante per migliorare le condizioni del nostro pianeta.
L’inquinamento atmosferico è altamente nocivo per la salute e per l’ambiente. Nonostante in Europa le emissioni di molti inquinanti atmosferici siano diminuite negli ultimi decenni, le concentrazioni degli agenti inquinanti sono ancora troppo elevate, comportando gravi problemi per quanto riguarda la qualità dell’aria che respiriamo.
Gran parte della popolazione europea vive nelle città dove i limiti fissati vengono ampiamente superati, provocando alti rischi per la salute. Ridurre gli inquinanti dunque continua ad essere una questione importantissima da affrontare.
I dati sugli inquinanti
I nuovi protocolli impongono ad ogni paese di fare la propria parte per tenersi al di sotto di una certa soglia di rischio che riguarda la produzione e lo smaltimento delle sostanze inquinanti.
Purtroppo gli ultimi riscontri non sono molti positivi. I tre inquinanti che attualmente incidono in maniera più significativa sono il particolato, il biossido di azoto e l’ozono troposferico. Si stima che circa il 90% di chi abita in città sia esposto a concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti stabiliti: il particolato sottile, ad esempio, può arrivare a ridurre l’aspettativa di vita di un cittadino europeo di più di 8 mesi.
L’obiettivo dell’UE è quello di raggiungere una qualità dell’aria che non abbia conseguenze irreversibili per la salute e per l’ambiente. Per fare questo agisce a più livelli per ridurre l’inquinamento atmosferico: emana legislazione ad hoc riguardare la qualità dell’aria; coopera con settori responsabili dell’inquinamento e con autorità internazionali, nazionali, organizzazioni non governative; finanzia ricerca scientifica dedicata esclusivamente all’ambiente.
Inquinamento atmosferico: le fonti
L’inquinamento atmosferico ha diverse fonti, sia di carattere antropico che naturale:
Uso di combustibili fossili per la produzione di elettricità nel settore dei trasporti, industriale e delle abitazioni;
Utilizzo di solventi nell’industria chimica e mineraria;
Trattamento e smaltimento non idoneo dei rifiuti;
Agricoltura e allevamento.
Quest’ultimo punto merita un po’ più di attenzione. L’agricoltura e l’allevamento intensivo infatti sono dei contributori decisivi per l’inquinamento atmosferico: l’ammoniaca presente nei fertilizzanti e negli scarti degli animali finisce nel terreno, aumentandone in maniera eccessiva l’acidità. Causa inoltre fenomeni come l’eutrofizzazione degli ambienti umidi con la conseguente riproduzione di alghe e attività batterica che riduce la biodiversità.
Per il 2020 sono ben 13 i paesi per i quali è previsto uno sforamento dei limiti per l’ammoniaca e nel 2030 si prevede saranno 19 cioè quasi l’intera Europa. Il che significa che l’industria dell’allevamento continua a crescere per soddisfare la richiesta del pubblico, ma ciò viene pagato duramente in termini ambientali. L’AEA (Agenzia Europea dell’ambiente) sta studiando un piano d’emergenza per il decennio 2020-2030 che potrebbe però non bastare se non interverranno severe politiche nazionali di contenimento.
Occorre intervenire anche sugli altri agenti inquinanti antropogenici, in particolare su quelli direttamente legati alle abitudini delle persone. In questa direzione la raccolta differenziata ha fatto passi da gigante e continua a migliorare, ma in alcune zone europee il processo è notevolmente in ritardo. D’altronde la raccolta differenziata diventa inutile se non è abbinata alla realizzazione di impianti di smaltimento ad hoc come termovalorizzatori o riconvertitori.
Il problema dell’inquinamento è molto serio ed è globale, non basta lanciare l’allarme: occorre agire. È necessario un consumo in modo più mirato, sostenibile e senza sprechi facendo una raccolta differenziata di qualità, usando meno l’auto, riscaldando la propria abitazione con impianti ecologici ed economici. Ormai è un dato di fatto che dietro qualsiasi decisione che prendiamo c’è un costo ambientale da pesare che non può essere sottovalutato. Viride Energy ha fatto della lotta contro l’inquinamento il proprio core business tanto: con la nostra consulenza energetica offriamo e realizziamo soluzioni personalizzate a seconda delle necessità con l’obiettivo di avere abitazioni e uffici a norma ed ecosostenibili.
Inoltre arriviamo anche nelle aziende, fornendo un servizio di mobilità sostenibile che permette ai privati e alle imprese di dare il proprio contributo a rendere il Pianeta un posto migliore.